Colonnina auto elettrica in condominio?

Riportiamo un estratto di un interessante articolo pubblicato su Motorsport1 su uno dei temi chiave: l’installazione di colonnine e wallbox in condominio.

Innanzitutto, è importante distinguere due situazioni:

SPAZIO PRIVATO (es. box personale)
Qualunque intervento in spazi privati (box personale) è consentito senza particolari autorizzazioni, purchè rispetti norme e requisiti di sicurezza e non danneggi parti comuni. In questi casi si installa normalmente un wallbox da parete collegato al proprio contatore di casa.

Wallbox in condominio

SPAZI COMUNI (es. colonnina installata in un’area comune – cortile o garage)
E’ il caso di coloro che abitano in condominio e non disponendo di un posto auto privato, di un garage o di un box ad uso esclusivo, devono richiedere l’installazione della colonnina in un’area comune, sia essa cortile o garage.  La colonnina potrà essere quindi utilizzata da più condomini. Vediamo a quale normativa far riferimento e quali step seguire.

A maggioranza o… da soli

Con la Legge 134 del 2012 si è stabilito che il permesso deve essere comunque richiesto all’assemblea di condominio, previa presentazione di una domanda corredata da un adeguato progetto all’amministratore, e votato a maggioranza semplice in prima o seconda convocazione. In pratica, deve ricevere la maggioranza dei voti favorevoli in un’assemblea valida (in cui, cioè, siano rappresentati più della metà dei millesimi).
Attenzione però: se l’assemblea non dà il consenso non significa che la colonnina non si possa mettere, ma semplicemente che il richiedente dovrà provvedere interamente a sue spese all’installazione e alla manutenzione assicurandosi ovviamente di farlo senza danneggiare le parti comuni e creare intralci all’accessibilità. Requisiti, del resto, fondamentali per l’idoneità del progetto già citato.

Chi paga e chi no

Fin qui, l’iter non sembra particolarmente difficile, un problema secondario può però essere rappresentato dalla suddivisione delle spese. Chi è contrario all’installazione, perché magari non ha e non intende avere una vettura elettrica, è esente dall’obbligo di contribuire alle spese ma ovviamente non potrà fruire dell’impianto la cui proprietà e facoltà di utilizzo sarà esclusivamente di chi ha partecipato alla sua realizzazione e mantenimento. Naturalmente la posizione non è irreversibile: chi cambiasse idea e decidesse di avvalersene in un secondo momento dovrà partecipare alle spese di installazione (compreso il costo del progetto) in maniera retroattiva quindi in pratica pagare ed acquisirne una “quota”.

 

Leggi qui tutto l’articolo integrale su Motor1.com

 

 

Autore dell'articolo: Redazione

Redazione
Redazione di SOLAReMotion

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *